Il Quotidiano della Calabria, 29/01/2010
Il Governo a Reggio, cori in piazza. Fischi censurati. – Foto; articolo originale -
DAVANTI gli applausi. Dietro i fischi. In mezzo il palazzo della prefettura di Reggio, trasformatosi ieri in una dependance di palazzo Chigi. All’interno c’è il Consiglio dei ministri. Intorno il vuoto. La zona”rossa”impedisce qualunque accesso non autorizzato. In piazza Italia, ad accogliere il premier Silvio Berlusconi con l’esecutivo quasi al completo, ci sono solo giovani e meno giovani del Popolo della Libertà. Cori e applausi dalla piazza azzurra. “Silvio sei grande!”, urlano i boys e le girls del presidente. Dal retropalco colorato della protesta, tra striscioni e tarantelle, fischi e strali da parte di portuali, precari e nopontisti. Il fronte del dissenso è animato da associazioni, movimenti e sindacati che danno vita ad un sit-in pacifico che si protrae fino alla fine del Consiglio dei ministri. Composto e dignitoso. Guardto a vista da un’imponente schieramento di forze dell’ordine. Solo qualche attimo di tensione, ben gestito da funzionari e agenti della Digos. Fra i dimostranti i lavoratori del porto di Gioia Tauro, che denunciano la crisi dello scalo, capitanati dal coordinamento portuali del Sul, Cgil, Flt Cisl e Uil Trasporti. Striscioni, cartelli e cori ai quali i manifestanti affidano i motivi del loro dissenso intriso di disagio sociale. Come quello espresso dai precari della scuola della provincia di Reggio, coordinati dal portavoce Giovanni Portas e dal consigliere nazionale della Pubblica istruzione Domenico Iacopino. Più in là ci sono Fiom, Fime Uilm che chiedono che le banche non strozzino le aziende. Quindi militanti di RdB-Cub, Popolo Viola, Amici di Beppe Grillo, Rete Migranti, Rete no ponte, Collettivo Unire, Centro sociale “Cartella”, Gruppo Zero, Da Sud, Prc e Pdci, guidati rispettivamente dal consigliere provinciale Omar Mnniti e dal dirigente nazionale Enzo Infantino. Quanto alla città, ieri, era da un’altra parte. L’immagine della curiosità e tutta e soltanto nei dipendenti della prefettura, assiepati contro le finestre a sbirciare l’arrivo dei ministri. Nel dirimpettaio palazzo Foti, sede della Provincia, altre piccole folle dietro i vetri dei finestroni che si affacciano sull’ufficio del governo. Ireggini non ci sono. Qualche capannello sparuto di vecchietti sotto gli ombrelli staziona dietro le lontane transenne che fermano la vita della città oltre il Corso Garibaldi. Chiedono notizie alle decine di divise che presidiano gli ingressi. Impossibile passare. L’arrivo del Governo a Reggio si avverte nei suoni e nei rumori: prima l’elicottero che spezza l’aria e procede lentamente, poi le sirene sempre più vicine delle scorte. Come una scia che avanza si alzano i fischi aldilà del palazzo. “Buffoni” e “Lavergogna dell’Italia siete voi”, urlano dal fronte della protesta al passaggio delle auto e dei pullman governativi. Fino all’apparizione sulla piazza, che è tutta applausi e sorrisi. E flash e saluti. Sfilano uno dopo l’altro i ministri del Governo. Ma l’attesa è alta. La piazza, festante di bandiere azzurre, attende il leader. Un’Audi fiammante si ferma. Ed eccolo. Sorridente e affabile. I boys lo chiamano. Il premier risponde. Sonia Barbaro di Giovane Italia gli stringe la mano. «Grazie, presidente. Ci stia vicino». «Sei bellissima – risponde – continuate così!». Cristoforo De Martino, coordinamento provinciale Pdl, sottolinea: «E’ importante che il governo sia in una città periferica». [...] Per leggere tutto l’articolo clicca qui.
Calabria Ora, 20/01/2010
Sit-in con obiettivo accoglienza – Articolo originale -
Proseguie la mobilitazione dopo i fatti di Rosarno. Ieri pomeriggio politica e associazioni si sono date appuntamento davanti alla sede della prefettura per denunciare xenofobia, razzismo e mentalità mafiosa in una manifestazione di carattere regionale, che si è svolta contemporaneamente in tutte le prefetture d’ltalia. Sulla piazza campeggiava la frase: “Schiavitù del migrante, precariato e mafia tre anelli della stessa catena” e ci si attendeva un maggior coinvolgimento e partecipazione, pur se l’iniziativa ha comunque fornito spunti interessanti. All’appello erano presenti associazione “Otto minuti”, Stop ‘ndrangheta, “Rete
migranti”, Amici di Beppe Grillo, Arcigay, Csoa Cartella, Federazione della Sinistra e ldv. «Ciò che è accaduto a Rosarno – ha puntualizzato Omar Minniti, capogruppo alla Provincia del Prc – è il fallimento delle politiche del governo». Lo stesso ha poi evidenziato come la Calabria ha emanato una legge molto valida sull’accoglienza, «al contrario della legge nazionale». Al sit-in c’era anche l’Analf-Cisl. «Siamo qui per dire no alle forme d’intolleranza che si stanno diffondendo a macchia d’olio in Italia contro gli immigrati che sono una risorsa – ha affermato il suo rappresentante Valentino Munanga – dicendo sì alla legalità». Lo stesso ha poi confermato lo spirito di accoglienza presente sul nostro territorio condannando sia la violenza dei cittadini extracomunitari che quella di cui sono stati vittime chiedendosi che fine hanno fatto i fondi destinati all’inclusione. Una delegazione dei manifestanti è stata poi ricevuta in prefettura dove, tra qualche giorno, sarà presentata una piattaforma di richieste da inviare al governo inerenti, in modo particolare, la velocizzazione dei tempi per la concessione dei permessi di soggiorno e della cittadinanza a chi è da 10 anni in Italia. Inoltre è stato chiesto che il Comune di Rosarno si costituisca parte civile assieme alla Provincia in eventuali processi per odio razziale e infiltrazione mafiosa.
Alessandro Crupi

Aggiungi un commento